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Devolution al Senato
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da ADNKRONOS Istruzione e Formazione    12/6/2002 8:41:42 AM

Il leader della Lega Umberto Bossi, nei panni di ministro per le Riforme, ha accolto con un sorriso il verdetto del Senato che ha visto la Cdl compatta approvare al Senato nel primo dei quattro passaggi la riforma costituzionale per la devolution da lui proposta. Le sole defezioni, peraltro annunciate, sono state quelle del vicepresidente del Senato Domenico Fisichella, che ha ribadito la sua contrarieta'' al progetto di devolution, e del repubblicano Antonio Del Pennino, che non ha partecipato al voto finale. Alle votazioni Bossi ha assistito in aula seduto al banco del governo: alla sua sinistra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla sua destra il ministro dell''Economia Giulio Tremonti. Per il governo, assenti i ministri Udc, presenti il ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia, il Guardasigilli Roberto Castelli e, fra gli altri, i sottosegretari Paolo Bonaiuti, Michele Ventucci e Giuseppe Vegas.
Incassato il si'' della maggioranza, Bossi ha ricevuto in piedi al banco del governo strette di mano, pacche sulle spalle e rallegramenti da moltissimi dei senatori della Cdl che si sono messi in fila per complimentarsi. Primi tra tutti, Berlusconi e Tremonti.
''''Noi paghiamo cambiali solo al nostro elettorato ed alla nostra coerenza al programma elettorale'''', ha detto il presidente dei senatori di Forza italia Renato Schifani, rispondendo cosi'' alle critiche dell''opposizione che ha piu'' volte ripetuto in questi giorni come governo e maggioranza siano state ''''pesantemente condizionate'''', dalla Lega.
La riforma dell''art. 117 della Costituzione presentato dal governo in nome della Devolution proposta dal ministro Umberto Bossi si compone di due articoli, per un totale di 12 righe. Il primo aggiunge un comma in piu'' all''attuale art. 117, il secondo detta una norma transitoria per le Regioni a Statuto speciale che avra'' valore fintanto che Val d''Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Sicilia e Sardegna non avranno provveduto a modificare i loro Statuti.
L''AGGIUNTA ALL''ART. 117 - La riforma costituzionale prevede che, ''''dopo il quarto comma dell''art. 117 e'' inserito il seguente. Le Regioni -si legge- attivano la competenza legislativa esclusiva per le seguenti materie: a) assistenza e organizzazione sanitaria; b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, fatta salva l''autonomia delle istituzioni scolastiche; c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione; d) polizia locale''''.
NORMA TRANSITORIA REGIONI SPECIALI - ''''Sino all''adeguamento dei rispettivi Statuti, il nuovo art. 117 ''''si applica anche alle Regioni a Statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano, per le parti in cui prevedono forme di autonomia piu'' ampia rispetto a quelle gia'' attribuite''''.
La devolution della Casa delle liberta'' ''''aprira'' uno scontro istituzionale permanente fino a realizzare di fatto la seccessione promessa al popolo padano''''. Nicola Mancino, nella sua veste di speaker unico del centrosinistra (anche se altri esponenti della coalizione di opposizione sono intervenuti in fase di dichiarazioni di voto), sintetizza cosi'' tutte le critiche che l''opposizione ha rivolto e rivolge al ddl Bossi sulla devolution. E il centrosinistra attacca la maggioranza accusandola di non aver voluto il dialogo: ''''Il nostro giudizio contrario -ha detto l''ex presidente del Senato- si e'' rafforzato a mano a mano che e'' prevalsa nella maggioranza la ragione di schieramento piuttosto che quella del dialogo''''. La devolution, rileva Mancino, conclude il suo iter al Senato ''''in un clima di scontro istituzionale: nei 50 anni e piu'' di democrazia repubblicana mai una riforma costituzionale e'' stata discussa in aula durante la sessione di bilancio''''.
Mancino ha attaccato la Lega, colpevole di aver ''''condizionato il governo fino alla minaccia di metterlo in crisi''''. E da questo condizionamento del Carroccio, a giudizio di Mancino, derivano i ''''tempi ridotti imposti alla discussione sulla devoluzione''''. L''opposizione, ha detto l''ex presidente del Senato, ha fatto il suo dovere. Nel merito, Mancino ha espresso dubbi sul fatto che la maggioranza, con questa legge sulla devolution, riuscira'' a raggiungere l''obiettivo di portare SCUOLA, sanita'' e polizia sotto l''esclusiva competenza delle Regioni, ''''e bene ha fatto il ministro Pisanu a ribadire che la polizia e'' una ed e'' nazionale''''.
L''opposizione accusa la maggioranza di aver elaborato, presentato ed approvato un testo pasticciato: ''''Competenze esclusive assegnate a due livelli istituzionali, uno nazionale ed uno territoriale -ha sintetizzato Mancino- o si escludono a vicenda o bisticciano; o sono niente, un contentino al capriccio, o creano conflitto''''. Cosi'', ha rilevato Mancino, la Corte Costituzionale, ''''anziche'' decidere prevalentemente sulle leggi, sara'' costretta a valutare conflitti crescenti di attribuzione''''. Ne'', secondo Mancino, e'' irrilevante la questione delle risorse: ''''Il passaggio dalla personalizzazione alla territorializzazione dell''imposta pone problemi di equilibri e riequilibri territoriali''''.
La devolution, cosi'' come e'' stata approvata oggi dal Senato, ha sottolineato Mancino ''''puo'' essere causa di perdita dell''identita'' nazionale, di egoismi territoriali e di caduta della solidarieta'', sulla quale e'' stato costruito lo Stato sociale. Se la romanocentrica Italia e'' tagliata fuori dall''esercizio di un potere correttivo, la disuguaglianza, che gia'' c''e'', sarebbe destinata ad approfondirsi''''. Mancino ha ricordato come il centrosinistra, ''''creandosene le condizioni'''' sia disponibile a rivisitare ''''parzialmente'''' il Titolo V della Costituzione, gia'' riformato, e ha sollecitato l''assemblea di palazzo Madama a ritrovare ''''la capacita'' di dialogo''''.
Prima di Mancino per l''opposizione erano intervenuti Luigi Marino (Pdci), Luigi Malabarba (Pc) e Sauro Turroni (Verdi), che hanno ribadito le critiche al ddl Bossi, definendolo ''''pericoloso per il paese'''', e sottolineato come il governo sia stato ''''fortemente condizionato dalla Lega: Berlusconi -ha detto Turroni- e'' parso una sorta di Re Travicello, sottoposto ora a questo, ora a quel ricatto politico''''.


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