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Cos'è la Corte Costituzionale
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da MIUR Istruzione e Formazione    11/10/2002 11:33:03 PM

(Corte Costituzionale - Roma, 7 novembre 2002) Cari ragazzi, cari docenti, caro Presidente, signori giudici della Corte Costituzionale, cara donna Franca Ciampi.
Ognuno di noi avverte, nelle dinamiche del vivere insieme, un deficit, che non è solo di buona educazione, ma di rispetto di se stessi, degli altri, di attenzione per il bene comune, in altre parole, di rispetto per le regole del vivere civile e delle istituzioni.
Il sistema di istruzione e di formazione non può sentirsi estraneo a questo problema. Non si tratta di chiedergli di supplire alle disattenzioni colpevoli che la società mostra da troppo tempo nei confronti della qualità del vivere civile.
Si tratta, tuttavia, di domandargli il contributo che può dare.
In questa prospettiva, la riforma della scuola che in queste ore è in discussione al Senato della Repubblica introduce il tema centrale dell'educazione alla Convivenza civile, intesa come educazione alla cittadinanza, stradale, ambientale, alla salute, alimentare e all'affettività, all'educazione civica, al rispetto delle regole e delle leggi che ci siamo dati democraticamente.
Si tratta di una strategia didattica di integrazione con le altre discipline e non di repertori di nozioni astratte, dando personale significato all'esperienza unitaria di ogni studente, diventando occasioni di educazione alla Convivenza civile.
La preparazione e la diffusione, in centinaia di migliaia di copie del libretto "Cos'è la Corte Costituzionale" in tutte le scuole italiane è un'operazione educativa di alto profilo, condotta congiuntamente dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca insieme con la Corte Costituzionale.
E' la prima volta che viene fornito materiale di integrazione con le altre discipline, richiamando l'attenzione dei giovani sul ruolo e l'attività della Corte Costituzionale, una delle istituzioni fondamentali per la Convivenza civile nel nostro Paese. Ha un alto valore simbolico anche il luogo dove oggi viene consegnato il volume , sul più alto colle di Roma, faccia a faccia con il palazzo del Quirinale, sede del Presidente della Repubblica, massima istituzione rappresentativa, e garante del rispetto da parte di tutti della legge fondamentale della nostra Repubblica: la Costituzione.
La conoscenza delle maggiori istituzioni, che reggono il Paese, da parte dei giovani in una società democratica, è premessa indispensabile perché queste non siano viste e vissute come corpi estranei e lontani, che riguardano solo gli addetti ai lavori.
Anche la giustizia costituzionale non è "affare per pochi", ma uno degli istituti fondamentali attraverso cui la società democratica si organizza e si governa. Essa quindi riguarda tutti i cittadini, in primo luogo voi giovani. Perciò abbiamo preparato e diffuso questo volume, con un linguaggio chiaro ed accessibile, perché voi possiate leggerlo in classe, con i vostri insegnanti e commentarlo con i vostri genitori.
Lo studio della Corte Costituzionale che vi invitiamo a fare, la conoscenza di come operano i giudici, riguarda quindi la tutela ed il rispetto dei vostri diritti, le vostre responsabilità di cittadini, il valore e la difesa della Costituzione, strumento che serve a mantenere saldi e stabili i riferimenti comuni a tutti, necessario per il regolare svolgimento della vita democratica del Paese.
Uno dei principi generali e di fondo che permea il disegno di legge di riforma della scuola, che pone la persona umana al centro dello sviluppo educativo, nasce dalla Costituzione.
La finalità generale del nuovo sistema educativo lo abbiamo ripreso, integralmente, dal dettato Costituzionale: "favorire la crescita della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e delle identità di ciascuno e delle scelte educative della famiglia, in coerenza con i principi dell'autonomia delle scuole".
L'incontro di oggi con i giudici della Corte, la presenza di donna Franca Ciampi, la diffusione del volume "Cos'è la Corte Costituzionale" sono iniziative concrete contro il ripiegarsi del sistema dei valori delle nuove generazioni all'interno della sfera di una socialità molto ristretta, a scapito soprattutto dell'impegno collettivo. Lo sbilanciamento tra i valori connessi alla vita individuale -il lavoro, l'amore, la carriera, l'autorealizzazione... - e i valori della vita collettiva - la solidarietà, l'eguaglianza sociale, la libertà, la democrazia... - appare sempre più grave, ad eccezione di isole di attività positiva e costruttiva che testimoniano come la solidarietà concreta sia un valore universale che non si è mai spento.
Solo una scuola che sappia educare ai fondamenti etici della vita - la responsabilità personale, il valore della relazione con gli altri, il rispetto delle regole e delle leggi, dei valori costituzionali, delle istituzioni come la Corte Costituzionale, potrà, a mio parere, dare risposte ad un numero crescente di giovani, indicando loro la via dei valori e degli ideali, quali elementi fondanti per costruire una vita non chiusa nel proprio particolare ma aperta anche ai bisogni degli altri.
La scuola non può più sottrarsi al compito di contribuire a formare un corretto orientamento valoriale dei giovani come elemento costitutivo della loro identità personale.
Al centro di questo orientamento io pongo il fondamentale valore della responsabilità - direi, un'etica della responsabilità individuale - da cui mi pare dipendere ormai il destino stesso delle future generazioni.


Altre informazioni, http://www.istruzione.it


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